• Carlo La Vecchia

Curare il cancro


I cambiamenti nello stile di vita, le campagne di screening, i farmaci più efficaci e la chirurgia a misura di senior: così le prognosi dei tumori più diffusi sono migliorate negli ultimi trent’anni

Intervista a Carlo La Vecchia

• Ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia Università degli Studi di Milano

di Luisa Castellini

180 mila.Tante sono le morti causate da un tumore in Italia ogni anno. “Si tratta di numeri costanti negli ultimi dieci anni ma il tasso di mortalità è diminuito in modo importante dal 1988 a oggi, come in molti altri paesi europei” spiega Carlo La Vecchia, ordinario di Statistica Medica ed Epidemiologia a Milano. A fare la differenza sono stati molti fattori - dallo stile di vita ai farmaci, fino alla chirurgia - a seconda della sede del tumore. Ecco quali.

Perché oggi il tumore al polmone è considerato il nuovo big killer per le donne?

Per lungo tempo è stato la prima causa di morte tra gli uomini nati tra gli anni ’20 e ‘50: oggi i numeri sono più positivi, soprattutto grazie alla diminuzione del fumo negli uomini. Le campagne di prevenzione hanno dato i loro frutti e molti hanno smesso di fumare. Lo stesso non si può dire per le donne, a eccezione delle inglesi e delle danesi. Le generazioni di donne italiane nate negli anni ’50-’60 hanno iniziato a fumare di più e quindi oggi si registra una maggiore incidenza tra le donne. Ma oggi le ragazze fumano meno e con la maturità molte dovrebbero smettere. Un contributo alla riduzione della mortalità del tumore al polmone va inoltre riconosciuto alle migliori terapie, alla chirurgia e alla diagnosi precoce possibile con la Tac spirale.

Negli anni ’70 era uno dei tumori più temibili, oggi la sua incidenza è crollata: cosa ha cambiato la storia del tumore allo stomaco?

Dagli anni ’50 in poi il miglioramento della qualità delle acque ha determinato una diminuzione dell’infezione da Helicobacteri pylori che ne è la causa principale. Anche oggi è importante diagnosticarla e basta un breath test e, in caso di esito positivo, è sufficiente nell’80% dei casi una terapia antibiotica di una settimana per debellarla. Un ruolo importante è stato poi giocato dalla migliore alimentazione - in Veneto, fino a un secolo fa, la pellagra era ancora molto diffusa - e dai sistemi di conservazione, anche se spesso dimentichiamo l’impatto di questi miglioramenti sulla qualità di vita.

Quali sono stati i maggiori successi delle campagne di prevenzione?

Senza dubbi, il Pap-test che ha determinato una riduzione del tumore alla cervice supportata dal vaccino anti-HPV che sarebbe auspicabile estendere a tutta la popolazione, femminile e maschile, fino ai 25-30 anni. Negli ultimi 30 anni il successo più importante è stato sul tumore alla mammella con una diminuzione del 30% in Italia e del 50% in Inghilterra grazie all’introduzione dello screening con mammografia, ma soprattutto a una serie di miglioramenti nella terapia dagli anni ’70 a oggi, dal CMT al tamoxifene in poi fino al trastuzumab. Un’importante diminuzione della mortalità - 1/3 per le donne, 1/4 negli uomini - è stata raggiunta anche per il tumore del colon-retto con la migliorata terapia, ma anche con una diagnosi precoce (ricerca del sangue occulto nelle feci, colonscopia, etc).

Come sono cambiate le prospettive per il tumore alla prostata?

Grazie a un complesso atteggiamento terapeutico: sono disponibili migliori farmaci e si eseguono interventi complessi anche su pazienti molto anziani. L’incidenza resta in aumento ma la mortalità è diminuita del 15%. È difficile valutare, su questo dato, l’impatto dell’esame del PSA, che ha molta sensibilità ma poca specificità: per questo non è inserito negli screening ma è indicato dal medico curante in caso di necessità.

Su quali tumori si attende ancora una svolta decisiva?

Per il cancro al pancreas e alcune forme rare, ma anche per i tumori infantili dove c’è una mortalità maggiore rispetto a paesi come la Germania e l’Inghilterra: da noi pesa il retaggio della cura vicino a casa, bisogna invece andare nei grandi centri specializzati.

TEST E SCREENING

Mammografia e ricerca del sangue occulto nelle feci sono esami raccomandati tra i

50-69 anni. Il Pap-test è indicato per le donne tra i 25-64 anni ma è importante ricordare che possono eseguire anche in autonomia il test per l’HPV. L’esame del PSA per la prostata e la Tac spirale per il tumore al polmone non sono inseriti nei LEA ma vengono indicati quando necessario dal medico curante.

FUMO, ALCOL E CIBO

Lo stile di vita è essenziale per prevenire i tumori. Anche se gli italiani fumano meno, ancora 1 su 5 non ha smesso: si tratta di ben 11,6 milioni di cittadini, con la prima sigaretta accesa già tra gli 11-13 anni. Il consumo di alcol è diminuito di 3/4 negli ultimi 40 anni e, sul versante dell’alimentazione, la tradizione è di grande aiuto con la dieta mediterranea.

Fonte: rivista Pharma Magazine Febbraio 2020

Foto © Depositphotos.com

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