• Salvatore Caiazzo

Le regole del corpo


Condizioni ambientali e attività fisica influenzano i meccanismi della termoregolazione. Così, nell’intervallo perfetto di una manciata di gradi, si “gioca” il corretto funzionamento del nostro organismo

Salvatore Caiazzo

• Biologo, PhD in Scienze Microbiologiche

Uno dei meccanismi di regolazione maggiormente studiato è la temperatura corporea. Tutti gli organismi viventi producono calore, che in parte viene eliminato cedendolo all’ambiente e in parte resta all’interno dell’organismo. Generalmente il calore viene considerato un prodotto di rifiuto derivante dal metabolismo, ma non è sempre così. Negli organismi che hanno la capacità di mantenere costante la temperatura, è un prodotto indispensabile per raggiungere un adeguato livello termico. Nei vertebrati, quali l’uomo, il massimo dell’efficienza si ha in uno stretto intervallo: 0 - 45°C. Tra questi estremi, variazioni anche leggere dal valore ideale possono avere notevoli effetti perché ogni processo biologico coinvolge molte reazioni biochimiche la cui velocità dipende proprio dalla temperatura.

La temperatura ideale

È quella che ci si attende da un individuo sano che non è stato di recente soggetto a uno stress termico. Attenzione alle condizioni di misurazione, ovvero a luogo (ascellare, rettale), orario e stato di attività fisica. È normale trovare temperature rettali intorno i 40°C in atleti che hanno appena compiuto attività. E variazioni anche di 0,5-1°C della temperatura ideale in individui sani sono da ritenersi fisiologiche, come accade a ogni donna durante l’ovulazione. La regolazione termica del corpo è un’esigenza primaria controllata dall’ipotalamo (parte dell’encefalo dove hanno sede importanti funzioni vegetative), tra il centro termolitico e termogenetico, sensibili, rispettivamente, agli aumenti e alle diminuzioni di temperatura. Le variazioni di 1-2 gradi stimolano questi specifici gruppi di neuroni che reagiscono attivando o meccanismi conservativi o di dispersione necessari a mantenere la temperatura entro gli ambiti vitali.

Caldo & freddo: le risposte del corpo

La diminuzione della temperatura di solito è dovuta all’influenza ambientale. Il freddo viene contrastato dal corpo con la produzione di calore endogeno, attraverso diversi meccanismi che stimolano il sistema endocrino a liberare particolari sostanze, le catecolamine. Queste, oltre a produrre una vasocostrizione cutanea, che aumenta la pressione del sangue, rendono rapidamente disponibili le riserve di grassi e carboidrati, mentre la tiroide produce l’ormone tireotropo che stimola l’attività metabolica cellulare. L’aumento della temperatura è quasi sempre prodotto dall’ambiente e solo in via secondaria da processi patologici. Per combattere il caldo, i processi attivati sono contrari ai precedenti: ridotta stimolazione tiroidea con vasodilatazione cutanea per accelerare la dispersione del calore attraverso l’evaporazione, aumento della ventilazione polmonare e diminuzione degli stimoli ad alimentarsi e a svolgere attività motoria.

L’acqua

È l’elemento che garantisce questo equilibrio ed è indispensabile per mantenere la stabilità termica. Contribuisce a mantenere costante la temperatura del corpo e permette di raffreddarlo rapidamente: l’evaporazione di quantità, anche ridotte, di acqua sottraggono all’organismo grandi quantità di calore. La funzione principale del sudore, composto per lo più d’acqua, è proprio di raffreddare la superficie corporea. La quantità di sudore prodotta da un adulto nelle 24 ore è molto variabile: dipende dalle necessità individuali e aumenta con la temperatura ambientale, il lavoro muscolare o condizioni come lo stress. Se si avvicina troppo al limite superiore di temperatura, il corpo comincia a soffrire e non riesce a svolgere in modo adeguato le proprie funzioni, ed entrano in attività le ghiandole sudoripare. Il sistema funziona finché nel corpo c’è acqua in eccesso. Oltre vi è il rischio del colpo di calore, che può anche essere letale. L’efficacia dell’apparato sudorifero dipende anche da fattori non fisiologici. Essendo basato su un normale processo fisico di evaporazione, dipende dalle condizioni atmosferiche.

Sport & Sali minerali

La sudorazione è un raffinato meccanismo di termoregolazione che si mette in moto con l’aumento della temperatura esterna e in caso di attività fisica. Per questo, durante un allenamento, è importante idratarsi e reintegrare i sali minerali. La riduzione dell’acqua in circolo porta a una diminuzione della volemia e quindi della pressione arteriosa. Se non si reintegra, si può arrivare a mettere in crisi la circolazione fino al collasso. La stessa conseguenza può essere causata dall’eccessiva perdita di sali, in particolare di potassio, essenziali per l’attività muscolare.

Fonte: rivista Pharma Magazine Gennaio 2020

Foto © Depositphotos.com

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