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Un polline fa PRIMAVERA

27.02.2019

In aumento tra giovanissimi e grandi anziani, la rinite allergica accompagna il 20% degli italiani verso il cambio stagione.

Le relazioni con l’asma e la poliposi nasale, i test molecolari sempre

più accurati, i farmaci biologici.

 

C’è chi controlla ogni giorno il calendario dei pollini on-line e chi, invece, si affida ai propri sensi e quindi a quei primi sintomi che, puntuali come le fioriture, si fanno subito sentire a suon di starnuti, ostruzione e prurito nasale, rinorrea e congiuntivite. Qualcuno la chiama correttamente pollinosi, i più raffreddore da fieno, ma la sostanza non cambia. Sono 6 milioni gli italiani - circa il 20% della popolazione - a soffrire di una forma di rinite allergica intermittente o persistente con un’incidenza in ascesa tra i giovanissimi ma anche tra le fila dei grandi anziani. A scatenare la rinite possono essere gli acari, le polveri e i derivati epidermici animali. A primavera, i pollini sono ovviamente i primi imputati. Le fioriture più temute sono quelle della parietaria e delle graminacee, ma non vanno sottovalutate betulla, cipresso, nocciolo, ontano, olivo e l’ambrosia. Alla familiarità, come ormai sappiamo, si aggiunge il peso, non indifferente, dello stile di vita e di una tendenza alle cure fai da te assolutamente da evitare, anche perché oggi le diagnosi e le terapie sono sempre più mirate. Il primo passo da fare, allora, quando il malessere persiste per più di 4 giorni alla settimana ostacolando la normale vita quotidiana, sarà rivolgersi allo specialista per una valutazione.

 

Le relazioni pericolose
Asma, rinite e poliposi nasale sono da tempo al centro di studi e ricerche. «Nell’80-90% dei casi la persona che si reca dallo specialista per l’asma scopre di soffrire anche di rinite. E questa, del resto, è il maggiore fattore predittivo per l’asma» spiega Giorgio Walter Canonica, Past President degli Allergologi italiani. Ma non solo. «Quasi la metà dei rinitici ha un’iperattività bronchiale, che è un segno premonitore dell’asma». A rendere ancora più complessa la situazione è la poliposi nasale, che si accompagna alla rinosinusite cronica almeno nel 42.6% dei casi e può essere causa dell’esacerbazione degli attacchi di asma. «Oggi non si può pensare di fare una corretta diagnosi dell’asma grave senza studiare adeguatamente la poliposi nasale con esami specifici come l’endoscopia nasale e la tac dei seni paranasali». Nell’asma grave, infatti, la presenza o meno di poliposi nasale è un fattore cruciale nel determinare la risposta ai farmaci biologici.

I nuovi esami
A oggi sono stati identificati più di 1800 allergeni molecolari derivanti da alimenti, lattice, piante, artropodi, animali e muffe ma non sempre individuare le molecole alle quali si è sensibili è semplice. Tra i test di nuova generazione spicca sicuramente Alex, prodotto a Vienna e analizzato in una recente pubblicazione proprio dagli Allergologi italiani. «Con poche gocce di sangue è possibile testare 282 differenti allergeni inalanti e alimentari» spiega Canonica. «Un altro test molto utile è ISAC, che permette di analizzare 120 componenti allergiche e nel giro di poco tempo sarà allargato ad altre molecole». Questi nuovi test, che non sono ancora stati inseriti nei Lea e quindi non sono mutuabili, «sono esami standardizzati a livello internazionale che permettono un’analisi qualitativamente elevata, di tipo molecolare». Il tipo di diagnostica che permette anche di identificare subito le allergie crociate, dovute alle molecole presenti nei pollini e negli alimenti. La diagnostica molecolare metterà quindi probabilmente in pensione i test cutanei come il Prick Test ma anche il dosaggio delle IgE (Rast) che fino a oggi sono stati impiegati nella maggior parte dei casi per le allergie.

I farmaci biologici di ultima generazione
Per curare i sintomi della rinite allergica sono disponibili gli antistaminici, che grazie alle nuove molecole sono molto efficaci, e i cortisonici intranasali, anche in combinazione con l’antistaminico nello stesso spray nasale. L’evoluzione della diagnosi ha permesso di migliorare ulteriormente le terapie. «Comorbilità significa valutazione del paziente nell’insieme e quindi attenzione a tutte le possibili relazioni tra asma, rinite e poliposi». Questa primavera sono attesi sul mercato alcuni nuovi farmaci biologici, ovvero anticorpi monoclonali per le citochine o i loro recettori. Oltre all’Omalizumab e al Mepolizumab, sarà disponibile il Benralizumab per la cura dell’asma grave. «L’FDA, l’ente americano per i farmaci, ha già approvato, sempre per l’asma grave, il Dupixent, che in Italia è disponibile per la cura della dermatite atopica. Alcuni studi ne hanno dimostrato le prospettive nel trattamento dell’asma e della poliposi. Il farmaco blocca il recettore dell’interleuchina 4, molto importante perché nell’infiammazione di tipo 2 è correlata all’allergia». Tra le opzioni terapeutiche, l’immunoterapia allergene specifica, somministrata a dosi crescenti per via sottocutanea o sublinguale, che immunizza il soggetto verso l’allergene. 

 

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